Bocciata la revoca automatica della patente in caso di omicidio stradale

La Corte Costituzionale, con la sentenza N° 88 del 17 Aprile 2019, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale- per contrasto  con i principi di uguaglianza e proporzionalità- dell’art.222, comma 2, quarto periodo del D. Lgs 30 Aprile 1992, N°285 (Nuovo Codice della Strada), come modificato dall’art.1, comma 6 della legge N°41 del 2016, nella parte in cui non prevede che, in caso di condanna o applicazione della pena su richiesta congiunta delle parti, per i reati di omicidio stradale o di lesioni personali stradali, il giudice possa disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa, ai sensi del secondo e terzo periodo dello stesso comma 2 dell’articolo 222 del codice della strada, allorché non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dai rispettivi commi 2 e 3 degli articoli 589 bis e 590 bis del codice penale.

La sentenza  della Corte Costituzionale appare come un sigillo di fondatezza al monito, lanciato-proprio in questi giorni-dall’Avvocatura, attraverso le proprie rappresentanze istituzionali e associative volto a “denunciare” quelle riforme penali che bloccano gli uffici, riducono le garanzie e sembrano ispirate da un ormai dilagante populismo giudiziario.

L’addentellato logico giuridico che porta ad accostare  la sentenza della Corte Costituzionale -che ha bocciato l’automatica applicazione della revoca della patente in caso di omicidio e lesioni stradali- e la proclamazione di astensione, da ultimo deliberata da parte dell’Avvocatura, riposa nel fatto che è stata bocciata l’applicazione automatica di una sanzione amministrativa accessoria, proprio sul presupposto della sua irragionevolezza, per contrasto con i principi di uguaglianza e proporzionalità, stante l’obbligatoria automatica  applicazione di tale sanzione a fattispecie ben diverse tra loro, per le quali è prevista una ben diversa cornice edittale della pena principale.

In altre parole, per la Corte Costituzionale, prevedere una sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente, indiscriminatamente per tutte le fattispecie di omicidio stradale  e lesioni personali stradali (ovvero sia per quelle non circostanziate che quelle aggravate) non consente al Giudice di adeguare la pena al concreto disvalore della condotta. La Corte Costituzionale anche in precedenza ( Sentenza N°50/1980) aveva  affermato che in linea di principio, previsioni sanzionatorie rigide, non appaiono in armonia con il volto costituzionale del sistema penale.

Secondo la Consulta, nell’art.222 del codice della strada, l’automatismo della revoca amministrativa, non graduabile, può giustificarsi solo per le più gravi violazioni contemplate dagli art 589 bis, commi 2 e 3 e 590 bis commi 2 e 3 del c.p.

La Consulta, conclude, la motivazione sulla declaratoria di incostituzionalità dell’art 222 del CDS, nei termini sopra descritti, affermando che “……… In conclusione, la revoca della patente di guida non può essere automatica indistintamente in ognuna delle plurime ipotesi previste sia dall’art 589 bis 8omicidio stradale) sia dell’art.590 bis (lesioni personali stradali) ma si giustifica nelle ben circoscritte ipotesi più gravi sanzionate con la pena rispettivamente più elevata come fattispecie aggravate dal secondo e terzo comma di entrambe tali disposizioni ( guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti). Negli altri casi, che il legislatore stesso ha ritenuto di non pari gravità, sia nelle ipotesi non aggravate del primo comma delle due disposizioni suddette, sia in quelle aggravate dei commi quarto, quinto e sesto, il giudice deve poter valutare le circostanze del caso ed eventualmente applicare come sanzione amministrativa accessoria, in luogo della revoca della patente, la sospensione della stessa come previsto-e nei limiti fissati- dal secondo e dal terzo periodo del comma 2 dell’art 222 cod. strada………..”

La sentenza della Corte Costituzionale pone un importante riequilibrio della fattispecie penale, prevista dai reati di omicidio stradale e lesione personale stradali, in quanto l’automatica sanzione della revoca della patente a tutte le fattispecie ivi previste, contribuiva a rendere ancora più irragionevole e sproporzionata la risposta sanzionatoria prevista dal legislatore per tali condotte rispetto all’intero sistema penale.

Tale sentenza offre lo spunto per considerare come tutte le riforme parziali del sistema penale che rispondano ad esigenze del momento- ispirate soltanto dalla voglia di appagare la sete di condanna del popolo – creino profonde fratture e disarmonie nell’intero sistema “giustizia” provocando scosse telluriche di natura giuridica, per le quali è facile individuare l’epicentro, ma impossibile prevedere dove verranno riportati i danni.

Rieti, li 15 Maggio 2019                            Avv. Cristian Baiocchi

 

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